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Dicembre, la luna della quercia e l'archetipo della Megera

L'archetipo della Megera illustrato da Sara Filippi Plotegher

La luna della quercia con il Solstizio d’Inverno ci conduce nel territorio della nostra Megera interiore. Gli anglofoni hanno una parola più onorevole per l’estrema (e spesso scomoda) saggezza della donna anziana, che chiamano la Crona.

Ma a me comunque piace la parola Megera. Da una parte ci parla del timore e del disprezzo che la nostra cultura ha per il femminile che non seduce e non figlia. Dall’altra nella mitologia greca Megera fa parte del terzetto delle orribili Erinni vendicatrici, assieme alle sue sorelle Aletto e Tisifone. Note anche con il nome di Furie, perseguitano chi si è macchiato di un delitto fino a farlo impazzire. Bene, la nostra Megera interiore è quella che si infuria per le ingiustizie sociali, lo spreco, la superficialità. Non è carina per niente. Dato che ormai ha imparato a venire a patti con ciò che finisce, non ha bisogno di essere benvoluta e dice la verità per com’è, senza mediazioni.

È un archetipo che facciamo davvero fatica ad accogliere. Ci parla di una donna che vive secondo le proprie leggi, che guarda con distacco le debolezze, proprie e umane in generale. Da questo deriva un’ironia sottile e pungente. È una figura scomoda, perché rompe gli schemi. Quando però si tratta di questioni essenziali è anche ricercata come un oracolo (le cui sentenze spesso non sono comprensibili di primo acchito!).

Esprimi l’energia della Megera ad esempio quando, pur vedendo bene il rischio che una persona sta correndo con un certo comportamento, fai un passo indietro e lasci che cada nella sua stessa trappola, perché solo così può imparare.

La Megera nel cerchio della vita

Le Megera è l’archetipo cardine del quarto della Saggezza, l’epoca della post-menopausa.
Tra le cose che è interessante sapere su questa fase della vita, c’è che ci sono culture umane ed animali (come ad esempio gli elefanti), dove le femmine uscite dal ciclo della fertilità guidano il gruppo. Il valore della loro esperienza è riconosciuto.

Un’altra cosa interessante riguarda il sistema ipotalamo-ipofisi-ovaio. In menopausa le ovaie lavorano meno. Attenzione: al contrario di quanto comunemente si pensa non vanno in pensione, ma continuano a svolgere una funzione di regolazione endocrina. In relazione a questo la ghiandola pituitaria (ipofisi) si attiva maggiormente. L’ipofisi nella cultura orientale è collegata al sesto chakra, il terzo occhio, che presiede alla visione interiore ed entrasensoriale.
La visione diventa così chiara che non si è più disposte a scendere a compromessi: se è utile si parla, a costo di non essere comprese o risultare scomode, altrimenti si tace e si lascia che le cose vadano per il loro verso.

La solitudine è nemica di questo archetipo. Le donne in quest’epoca della loro vita (o con una Megera interiore molto imperiosa anche in altre “stagioni”), hanno bisogno del calore umano, che contrasti la tendenza a diventare troppo rigide e fredde.

La luna della quercia: la casa naturale della Megera nella ruota dell’anno

In questo periodo dell’anno sembra di scivolare verso il basso, lungo un piano inclinato sempre più ripido, verso il fondo nero del pozzo rappresentato dal Solstizio d’inverno. Vorremmo ritirarci, chiudere fuori tutti, starcene rintanate al calduccio a lasciar vagare i pensieri. Le vacanze di Natale sarebbero strategiche a questo proposito, se la cultura consumista e capitalista cui apparteniamo non ci spingesse compulsivamente a girare come trottole e a rimpinzarci di cibo e inutilità varie.

Nei paesi germanici c’è l’usanza di onorare le notti “ruvide” dal Natale (la rinascita del sole bambino) all’arrivo della Befana (una delle rappresentazioni antiche della Megera!), propiziando il nuovo anno con un proposito per ciascuna delle dodici notti. Ogni notte rispetta e richiama le energie di uno dei mesi che seguiranno.

I giorni del sangue: la Megera nel ciclo mestruale

Il primo giorno di sangue è il momento di piccola morte mensile.
Mentre l’endometrio muore e si distacca, l’attività dell’ipofisi (e dell’emisfero destro del cervello) è al massimo e lavora per la rinascita nel nuovo ciclo.
Nei giorni del nadir mensile la richiesta dell’organismo è:

  • evitare di affaticare la vista (il chiasmo ottico è collegato alla ghiandola pituitaria o ipofisi) evitando il più possibile gli schermi di tv, telefoni e pc;
  • non sottrarre ossigeno ed energia all’utero (l’attività del lobi frontali del cervello, di cui abusiamo per mantenere costantemente uno stato di attenzione finalizzata, ne impiega quantità spropositate).

Quindi concediamoci più sonno e più riposo per dare spazio alla preziosa “visione” che il risveglio dell’ipofisi può regalarci.

Che ne dici di approfittare di questa luna della quercia per dare spazio alla tua megera interiore? Come? Facendo emergere la tua verità, finalmente, così com’è, anche nel suo essere potenzialmente ingombrante e scomoda!

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