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Dài voce al bacino

per vivere meglio la tua sessualità e i tuoi cicli

Grandi “labbra”, “collo” dell’utero, ovvero cervice (con la stessa radice linguistica di “cervello”): già i nomi delle parti anatomiche mettono in relazione immediata testa e bacino.

DIVERSE CULTURE, DIVERSE ESPERIENZE

La connessione tra apparato vocale e apparato genitale era ritenuta strettissima da greci e romani, i quali affermavano che se una ragazza parlava improvvisamente con un tono vocale più basso, questo era un segno chiaro che aveva appena perso la verginità.

Anche del corpo di conoscenze millenario della medicina cinese si parla di questo legame: CHONG MAI (la “Madre di tutti i meridiani”, che trasporta energia ancestrale connettendo terra e cielo), attraversa i genitali, la gola e la bocca. Finisce poi nei dotti lacrimali (e non a caso piangere ad un certo punto del travaglio apre la cervice, o capita che arrivino lacrime in esperienze sessuali intensamente coinvolgenti). Inoltre a livello del centro tendineo del perineo la medicina cinese individua il punto di origine dei due grandi canali energetici dell’organismo: il VASO GOVERNATORE (che passa nella parte posteriore del corpo, raccogliendo l’energia di manifestazione yang) e il VASO CONCEZIONE (nella parte anteriore del corpo, che raccoglie l’energia di raccoglimento, yin). Il loro punto di arrivo è nelle labbra, rispettivamente sotto il naso e a metà del mento. Agendo a livello perineale si modifica dunque il tono energetico della bocca e viceversa.

Infine il SISTEMA DEI CHAKRA rileva una stretta comunicazione a livello energetico tra gola e vagina. Il secondo chakra (sacrale) e il quinto (laringeo) hanno in comune la creatività. L’espressione creativa di sé con la parola, la voce è un “mettersi al mondo” ossia divenire creatrici della propria esistenza.
Claudia Rainville, autrice di “Metamedicina”, riporta che i problemi a livello genitale, che drenano molta energia dal centro più potente del sistema dei chakra, si riflettano sulla voce, oltre che sulle vie respiratorie e la tiroide (e viceversa). Ad esempio, nell’osservazione clinica, fibromi, cisti ovariche, dolori mestruali sono presenti in chi ha un malfunzionamento della tiroide.
In positivo, più questi centri sono in armonia, più l’energia per creare è a disposizione.

L’esperienza delle ostetriche rileva che “le donne le cui bocche sono rilassate e aperte durante il travaglio e il parto raramente hanno bisogno di punti”, come scrive Ina May Gaskin (“La gioia del parto”, Pavia, Bonomi, 2004), consigliando di conseguenza di vocalizzare in travaglio per “portare al massimo la capacità di apertura degli sfinteri”. L’utilizzo della voce per promuovere il benessere in gravidanza ed un parto più rapido e facile è studiato anche da Frederick Leboyer, Michel Odent, Marie Louise Aucher e più recentemente in Italia dall’ostetrica e musicoterapista Elisa Benassi (“Partorire cantando”, Pavia, Bonomi, 2019).

In negativo, sorgono frequenti problemi vocali in donne che hanno subito abusi, come riportato da diversi autori (Richmond, Wolf, Blackledge). Puoi approfondire questo aspetto qui.

Cosa dice la scienza

Lo stretto legame tra vocalità e sessualità è prodotto fisiologicamente da vari fattori. Passiamo ora ad osservarli uno ad uno.

L’origine fetale

All’alba della nostra vita embrionale, stomodeo e proctodeo si distinguono alle due estremità del foglietto tripartito come costituiti da soli due strati (ecto ed endo derma). Il mesoderma, infatti, in un certo modo in queste due zone si ritrae, mentre l’ectoderma, il tessuto per antonomasia della sensibilità (ha a che fare con il tatto, la pelle, il gusto, il piacere), si flette e va a formare una cavità in corrispondenza di questi due poli, abbozzi rispettivamente della bocca e della vagina.

Il nervo vago

La laringe è attraversata dal nervo vago, che passa per il cuore, tutti gli organi principali e termina nella cervice. La vibrazione della voce, attraverso il nervo vago, comunica dunque con l’apparato genitale in modo diretto attraverso una sorta di “autostrada” del nostro sistema nervoso.

Le mucose

A livello istologico all’interno dell’apparato vocale e di quello genitale sono presenti tessuti identici: epitelio pavimentoso stratificato (liscio) ed epitelio ghiandolare (preposto alla lubrificazione). Le variazioni rilevate a livello laringeo durante il ciclo mestruale seguono in effetti di pari passo quelle dell’utero (Cossu, Diego, Voce e ormoni sessuali femminili, in “I Care”, XXXI; 2, pp 58-63). Lo studio di Cossu si estende all’esame dei passaggi della biologia femminile, dal menarca alla menopausa: le fluttuazioni ormonali colpiscono la laringe e le corde vocali, influendo sulla produzione vocale.

La voce è un carattere sessuale secondario

Durante la pubertà la laringe raddoppia di volume e si abbassa significativamente. La “muta vocale”, molto evidente nei maschi, ma presente anche nelle femmine, fa parte dei grandi cambiamenti che sanciscono la fine dell’infanzia.
A livello evolutivo il suono della voce, oltre che un modo per indicare la propria presenza all’interno di un territorio, fu anche un segnale diretto all’altro sesso per promuovere l’accoppiamento, similmente a quanto avviene per gli uccelli, ma anche per animali territoriali come alcuni predatori. Pare che per i nostri antenati la voce fosse un ottimo indicatore di fitness, cioè di buoni geni. La voce femminile, in particolare, durante la finestra fertile diventa più dolce e “sexy”, anche se apparentemente non ce ne accorgiamo. Uno studio recente della State University of New York (condotto da Nathan Pipitone e Gordon Gallup e pubblicata sulla rivista Evolution and Human Behavior), ha evidenziato che quando una donna parla durante l’ovulazione il suo interlocutore, se è un uomo, si sente mediamente più attratto.

Il canto medicina

In definitiva è quindi pertinente l’utilizzo della voce come leva per attivare un processo trasformativo, a partire dall’esplorazione dei bisogni fisiologici della donna per giungere ad unificarne in senso evolutivo il pensiero e il sentire profondo.

La voce rappresenta fisicamente e metaforicamente una terra di confine tra corpo e mente.

Si rivela quindi uno strumento di grande efficacia nel favorire il benessere: intrinsecamente olistico, per sua natura investe tutti i piani della persona. Nel canto infatti vengono coinvolte strutture del linguaggio (ritmo, altezza sonora), del corpo (respiro, investimento muscolare, gestualità, effetti vibratori), del pensiero (il testo, le immagini ad esso collegate), nelle due direzioni fondamentali di ricezione ed emissione, attitudine passiva e attiva. Un’alternanza di polarità che nell’ambito delle manifestazioni della biologia femminile (sessualità, mestrualità, maternità) riveste un’importanza cruciale.

Quindi da una parte un lavoro mirato su voce e respiro aiuta ad integrare nella percezione la zona del bacino e a migliorare la funzionalità della muscolatura pelvica. Dall’altra metterci in contatto con i nostri genitali in modo gentile, ascoltare ciò che hanno da dirci, apre il respiro e la gola e ci fa cantare (e perfino piangere) di gioia.

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