La tradizione nordica delle notti “ruvide” o “fumose” (Rauhnächte) ci invita ad immergerci nella profondità.
Il periodo dal 24 dicembre al 6 gennaio nelle tribù celtiche e germaniche era considerato un tempo mistico, un ponte tra il vecchio e il nuovo anno, in cui il mondo immateriale è più vicino.
Il portale di questa potente soglia d’anno è il solstizio d’inverno, la notte più lunga, che segna il momento in cui la luce torna nel mondo. Visivamente sembra che il sole resti fermo all’orizzonte per tre giorni, al termine dei quali “rinasce” iniziando il suo nuovo ciclo, con le ore di luce che si allungano via via. Questo spazio fermo, di soglia, è un po’ uno spartiacque nel respiro dell’anno solare, il punto in cui l’espirazione ha una pausa per trasformarsi nella nuova inspirazione. Una qualità simile si contatta nel ciclo mestruale durante i giorni del sangue, in cui la fine del vecchio ciclo tocca l’inizio di quello nuovo.
Dopo questa pausa, tra il 24 e il 25 dicembre la luce visibilmente torna a “vincere” sul buio. Molti popoli antichi collocavano qui feste di nascita del “sole bambino”.
Dal punto di vista astronomico il 1° gennaio, a mezzogiorno, il sole si trova nel punto il più possibile vicino alla Terra e le “Rauhnächte” vi si collocano proprio a cavallo. È anche interessante osservare che la durata di questo periodo corrisponde anche allo “scarto” tra l’anno lunare (354 giorni) e l’anno solare (365 giorni). Un tempo fuori dal tempo ordinario, in cui si consigliava di non intraprendere nuove attività, ma piuttosto di sostare in ascolto dell’Ignoto.
Una proposta per onorare le tredici notti buie
Mentre perfino l’universo respira, il mondo umano sembra attualmente impegnato ad invadere ogni spazio di merci e rumori e a chiudere qualsiasi spiraglio dal quale l’anima tenti di riconnettersi a quel respiro.
Abbiamo quindi quanto mai bisogno di pratiche ispirate e ispiranti, disciplinate e insieme anarchiche per riabituarci ad un ritmo ciclico che preveda anche il sostare nell’essenza, nel non fare, nel contatto con l’immateriale da cui tutto origina e in cui tutto rifluisce.
Qui te ne propongo una. Sentiti libera di modificarla secondo il tuo sentire.
21 dicembre, solstizio d’inverno
Trova un momento di quiete fuori e dentro di te. Accendi una candela, allestisci un piccolo altare, inizia un quaderno o crea un qualsiasi segno visibile del tuo renderti disponibile ad un dialogo oltre la realtà ordinaria.
In questa quiete sospesa lascia emergere dal profondo un’intenzione specifica per l’anno a venire. Qualcosa che abbia a che vedere con chi sei tu e su come desideri metterti a servizio del “piano” che ha per te l’Universo (l’Ignoto, la Grande Madre, o qualsiasi nome tu senti di poter dare a Quella Cosa Lì).
Scrivi la tua intenzione e lasciala “decantare” per i successivi tre giorni.
prima notte (tra il 24 e il 25 dicembre)
Connettiti alla radice.
Il tuo corpo è il luogo in cui il tuo essere si radica. È anche il tuo portale di accesso ai mondi sottili. Che relazione hai con il tuo corpo? Lo “usi”? Lo svaluti? Lo abiti? Lo senti parte viva e attiva di chi sei?
Dedica al tuo corpo una pratica amorevole: una scansione attenta e partecipe, un contatto gentile, un auto massaggio fatto portando presenza e gratitudine.
Come si relazione la presenza ai bisogni del tuo corpo con la tua intenzione?
seconda notte (tra il 25 e il 26)
Riposa in te stessa.
Conosci la sensazione di essere perfettamente “a posto”, in pace, senza alcun piano o impulso a dover fare qualcosa? Dài valore alla fase di vuoto necessaria per il benessere di qualsiasi ciclo? Che relazione hai con il sonno e con il riposo?
Oggi concediti un momento speciale in cui, semplicemente, stare in pace tra te e te, nel modo che ti sembra più piacevole.
Come può la capacità di creare spazi di quiete aiutarti con la tua intenzione?
terza notte (tra il 26 e il 27)
Interrompi l’automatismo.
La nostra vicenda personale ci ha portato a creare schemi di risposta per difenderci e farci sentire al sicuro. Tendiamo a selezionare meccanismi che scattano in automatico in determinate situazioni e ci portano nostro malgrado a ritrovarci sempre nelle stesse storie. Trattenere l’impulso a rispondere immediatamente nel solito modo può allora essere l’unica via verso nuove possibilità.
Questa sera/notte medita calandoti in una situazione spinosa in cui ti capita di ritrovarti e senti, percepisci, immagina l’istante in cui potresti “tirare le briglie” per trattenerti dalla tua solita reazione. Sosta lì, nella sensazione indefinita di cosa potrebbe accadere di diverso se solo tu non…
Come può la capacità di trattenere la reattività aiutarti con la tua intenzione?
quarta notte (tra il 27 e il 28)
Accogli il “disturbo” come un messaggio evolutivo.
Viviamo in un’era di agende, protocolli e prescrizioni. Siamo addestrate al problem solving, a togliere di mezzo ogni ostacolo il più velocemente possibile. Contrariamente a quanto ci piace pensare, in questa cultura la vera innovazione è estremamente difficile. Il nuovo ha bisogno di pazienza, di apertura, di tempi e spazi adeguati al suo manifestarsi. Ha bisogno di mettersi in ascolto dell’inciampo, del sintomo, del disturbo, della difficoltà, della vulnerabilità, come “doglia” della nuova realtà che cerca di emergere. Quando sei in grado di “stare” con la scomodità, respirando e allargando il tuo spazio interiore per accoglierla e lasciarla parlare?
Questa sera/notte medita su ciò che attualmente nella tua vita ti porta fatica o sofferenza. Puoi portare gentilezza a te stessa mentre vivi questa difficoltà? Puoi starti vicina mentre senti quello che senti?
Come può l’allenamento di questa capacità aiutarti con la tua intenzione?
quinta notte (tra il 28 e il 29)
Apriti al non sapere.
Le grandi sfide sono tali perché non esiste un manuale di istruzioni per attraversarle. Per quanto ci si possa essere allenate o preparate, una grossa componente di Ignoto irrompe nella nostra vita attraverso di esse. Il ciclo mestruale, la matrescenza, la menopausa con i loro paesaggi ormonali in continuo mutamento ci allenano ad un equilibrio mobile, cangiante, in divenire. Ci allenano a fare esperienza del “permettere” il non sapere cosa, come, perché, quando, restando aperte, ricettive, morbide, curiose, in ascolto. Quanto sei in grado di restare tranquilla e fiduciosa quando non hai risposte o soluzioni pronte?
Questa sera/notte medita, canta o danza semplicemente presentandoti al Mistero e rendendoti disponibile a stare in sua presenza.
Come può questa qualità aiutarti con la tua intenzione?
sesta notte (tra il 29 e il 30)
Non spingere.
Quando stiamo “concependo”, “gestando”, “partorendo” o nutrendo e proteggendo qualcosa di nuovo, abbiamo particolarmente bisogno di assecondare il ritmo naturale di ciò che sta avvenendo. Impariamo che gli slanci emergono naturalmente dalle soste che ci concediamo e che non sono efficaci senza di esse. Quanto sei in grado di restare connessa con il tuo ritmo o con il ritmo di ciò che sta nascendo attraverso di te? Che relazione hai con la pazienza?
Questa sera/notte fai qualcosa con più lentezza, portando attenzione alla qualità della tua presenza.
Come può questa capacità aiutarti con la tua intenzione?
settima notte (tra il 30 e il 31)
Celebra.
Impara ad accorgerti del buono anziché di ciò che non va. Apprezza la strada che hai fatto piuttosto che preoccuparti per quella che hai davanti. Sii gentile con te stessa. Datti riconoscimento per ciò che realizzi, per ciò che sai fare e soprattutto per ciò che sei. Questo apre le porte al poter fare lo stesso con chi e con ciò che ti circonda. Quanto sei in grado di dirti che vai bene così? Quanto sai sinceramente apprezzare ciò o chi incontri?
Dedica questa sera/notte ad una pratica di celebrazione e ringraziamento per ciò che di buono hai incontrato in te, nelle tue relazioni, in ciò che hai potuto realizzare nell’anno appena trascorso.
Come può questa capacità aiutarti con la tua intenzione?
ottava notte (tra il 31 dicembre e il 1 gennaio)
Divertiti.
Ah che meraviglia poter fare qualcosa senza preoccuparti. Solo perché ti va, perché è divertente, perché ti fidi che in qualche modo farai, senza sapere bene come. È qualcosa che ha a che fare con l’innocenza, con il poterti permettere di non essere sempre impeccabile, con il poter sbagliare allegramente, con il non dover sempre fare bella figura, sapere tutto, avere tutto sotto controllo.
Questa sera/notte fai qualcosa di divertente, possibilmente che non hai mai fatto prima, chiudendo a chiave il tuo critico interiore nella sua scatola.
Come può questa capacità aiutarti con la tua intenzione?
nona notte (tra il 1 e il 2)
Crea le condizioni.
Sei consapevole delle convinzioni, delle credenze, del punto di vista che assumi per guardare il mondo e da cui agisci? È molto difficile, per non dire impossibile esserlo completamente, ma lavorarci su è importante. Leggere, studiare, informarsi sono modalità fondamentali. Ma hai anche la possibilità di co-creare il “campo”, la frequenza, l’energia da cui ti accingi ad agire.
Questa sera/notte prima di addormentarti, metti un’intenzione precisa per ciò che vuoi chiamare a te nel mondo del sogno. Tieni carta e penna accanto a te. Al risveglio prima di aprire gli occhi resta connessa con ciò che hai sognato. Prima che svanisca riportalo sulla carta.
Hai mai sperimentato la pratica di porre un’intenzione per organizzare il “clima” di una giornata, di un ciclo mestruale, di un’attività, di un incontro? Come può questa pratica aiutarti a manifestare ciò che hai immaginato per te all’inizio di questo percorso?
decima notte (tra il 2 e il 3)
Autorizzati a fare la tua magia.
Lo sterminio sistematico delle donne degli uomini di medicina, sciamane e sciamani europei ha amputato violentemente la nostra naturale capacità di accedere al mondo immaginale e di agire in quello da quello. Crediamo di aver bisogno di doti straordinarie, di pratiche e strumenti “autorizzati”. Possiamo, invece, sperimentarla nel quotidiano.
È possibile – oltre che entusiasmante e nutriente – percepire il mondo intorno a noi vivo e pieno di frequenze, entità, qualità, energie e manifestazioni con cui siamo effettivamente in continuo scambio di influenze vicendevoli… Diventa anzi poco logico voler negare l’origine di ogni cosa e agire faticosamente nei piani sintomatici – cioè quelli materiali.
Sofie della Vanth “Voci di terra. La gioiosa disobbedienza del risveglio sciamanico delle donne”, Terra Nuova, 2025.
Questa sera/notte fai qualcosa di “magico”: sperimenta l’impatto che ha sulla tua realtà il tuo selezionare i pensieri che decidi di pensare. Ad esempio immagina che tutto ciò che incontri abbia un’anima e/o sia bellissimo…
Come può la tua capacità di scegliere da quale “frequenza” agire, facendoti canale per qualcosa che vuole essere co-creato attraverso di te, aiutarti con la tua intenzione?
undicesima notte (tra il 3 e il 4)
Sentiti amata a prescindere.
Hai la sensazione di dover fare tutto da sola? O ti senti sostenuta da un’Intelligenza Più Grande?
Oggi durante la tua giornata fai quello che hai da fare sentendoti presente in un doppio piano: quello della superficie in cui scorrono le tue azioni nel mondo e quello profondo dove ti senti guidata e sostenuta, amata e abbracciata da un’Intelligenza che ha i suoi tempi e i suoi modi (che possono non coincidere con quelli che ti aspetti e conosci).
Come può il tuo sentirti parte collaborativa di un pianeta vivo aiutarti con la tua intenzione?
dodicesima notte (tra il 4 e il 5)
Procedi passo passo.
Enormi cambiamenti possono iniziare da un piccolissimo movimento. Quelli davvero impattanti, reali, duraturi, si consolidano facendone un altro e poi un altro. Piccoli, concreti, assolutamente fattibili.
Dopo aver coccolato la tua intenzione per tutte queste notti di quiete e di immersione nel non formato, immagina, sogna, percepisci quali sono i piccoli primi passi che puoi agire sul piano della realtà materiale per iniziare a renderla concreta, a traghettarla nella realtà materiale.
Scrivili e programma nei dettagli come li realizzerai ed impegnati a farlo davvero.
tredicesima notte (tra il 5 e il 6)
La “bolla” si sta dissolvendo, stai per rientrare nel tempo e nella realtà ordinaria.
Dedica questa giornata/notte all’emersione gentile dall’immaginale al materiale, consapevole che puoi sentirti sempre autorizzata a danzare sulla soglia tra questi mondi e a valicarne deliberatamente il confine ogni volta che la tua anima lo desidera.
Buona pratica!
NOTA: Questa proposta è ispirata alle Dark Arts di Alexandra Pope e Sjianie Hugo Wurlitzer. Red School Italia ne propone l’esplorazione nel corso di un anno come percorso post base per le educatrici alla mestrualità diplomate.

