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Luglio, la luna delle erbe e l'archetipo della Levatrice

Sebbene siamo in piena estate, superata la fase zenitale del solstizio estivo le giornate cominciano ad accorciarsi. La natura, grande maestra, ci fa sentire come ogni “traguardo” culli in sé i semi del cambiamento. Le piante hanno assorbito al massimo la luce e questa luna nei tempi antichi era dedicata alla raccolta delle erbe medicinali.

Molte di noi in qualche momento della vita hanno provato un’attrazione per questo tipo di saperi: terapie olistiche, massaggi, il mondo della natura da esplorare in un modo nuovo, più profondo e spirituale.

È la Levatrice interiore che si risveglia e cerca strade possibili per esprimersi.

La Levatrice è una “sorella di soglia” che accompagna e sostiene la trasformazione.

Lo fa perché nella vita ha ricevuto una folgorazione sul potere creativo tipico del femminile e si sente chiamata a metterlo a disposizione di altre.

Nel cerchio della vita, uscendo dalla fase della Madre, siamo innanzitutto levatrici di noi stesse perché portiamo alla luce nuove parti del nostro mondo interiore. Questa transizione può non essere semplice: ci si può trovare confuse, disorientate, con un senso di perdita e di paura dell’ignoto. Un disorientamento che può coglierci anche nell’arco del ciclo ormonale, subito dopo l’ovulazione, se non sappiamo come canalizzare creativamente l’energia in eccesso che ci pervade.

La Levatrice in senso archetipico è una donna che mette a servizio degli altri quello che ha imparato dalla sua esperienza sulla trasformazione della nascita (non necessariamente di un bambino, ma anche e soprattutto del proprio potere di creare), diventando un’insegnante o una facilitatrice.
Questo archetipo si risveglia quando i figli o i progetti cominciano a camminare nel mondo da soli e le donne tornano ad avere il tempo per occuparsi un po’ più di sé.

Sei nell’energia della Levatrice ogni volta che ti trovi a sostenere qualcuno in un momento di crisi o di passaggio, facendoti guidare in questo processo dal tuo sentire profondo.

L’arte oscura di danzare sulla soglia

La Levatrice scopre in sé e fonda il suo lavoro su un’insieme di saperi non solo poco valorizzati nella nostra cultura, ma anzi spesso attivamente soppressi. Sofie della Vanth chiama queste competenze “danzare sulla soglia”, Alexandra Pope le “arti oscure del femminile”.

Si tratta di fiducia profonda nelle risorse della persona, artefice della propria guarigione e nel pieno potenziale del suo Potere, che sta trovando nuove aperture per emergere. Si tratta della capacità di contenere, di non risolvere, di accogliere il dolore. È un mettersi a servizio, ascoltare profondamente, essere radicate nel corpo, lasciar emergere, entrare in risonanza, corteggiare l’ignoto, aprirsi all’intuizione, avere fiducia…

La Levatrice conosce la via del fare spazio per lasciarsi attraversare dall’intensità. Respira lì dentro con te. Riconosce l’apertura e la celebra, così che possa vederla anche tu e trarne forza per proseguire il viaggio verso la tua nuova forma.

IL “VIAGGIO” DELLE TREDICI LUNE SVELA ALTRETTANTI ARCHETIPI FEMMINILI. SONO ASPETTI DI TE, CHE CHIEDONO DI TROVARE SPAZIO E VOCE. SONO STATI PROPOSTI IN UNA “RUOTA DI MEDICINA” DA ELIZABETH DAVIS E CAROL LEONARD NEL LIBRO “THE CIRCLE OF LIFE” (ED CELESTIAL ARTS). L’ARTISTA SARA FILIPPI PLOTEGHER HA COLLABORATO CON ME PER DARE FORMA VISIVA A QUESTO VIAGGIO.
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